maggio 28, 2009

Saluti da Zagabria


ho scoperto che l'estate è arrivata solo quando sono arrivato qui. un caldo allucinante.
si sta molto bene, avevo visto questa città solo d'inverno, innevata e invivibile viste le temperature, mentre ora un sacco di gente in giro, tavolini e bar che occupano le strade, parchi aperti e in fiore, passeggiare è davvero un piacere.
con l'avvento della bella stagione anche qui è arrivato il divieto di fumare dentro i locali, cosa che fino a qualche mese fa rendeva molto esotica la città ai miei occhi di fumatore. io ci sono abituato a questo, loro si abitueranno durante tutta l'estate.
c'è anche una discreta vita notturna, l'università occupata, un bar molto centrosociale molto accogliente, e dopodomani andrò a vedere l'innauguarazione di una mostra di disegni tratti da Strah(ovi) od tame (Paura del Nero), il lungometraggio d'animazione ad episodi con firme del calibro di Mattotti, Burns e altri bravi.
mostra collegata ad un importante festival d'animazione Croato, Animafest, che Zagabria ha una grande tradizione di cinema d'animazione, il primo corto d'animazione europeo ad aver vinto l'Oscar fu proprio "Surogat" (Substitute, The Ersatz) nel 1962, film innovativo creato da Dušan Vukotić, fondatore della School of Animated Film in Zagabria.
l'anno scorso c'erano moltissimi film e cortometraggi, quest'anno è tutto più ridimensionato e sembra prendere una direzione più commerciale, ma ci sono comunque dei filmetti interessanti, e spero nel doppio sottotitolo sennò sono fregato.

maggio 24, 2009

nessuna busta opaca.

solidarietà a Sara.
qui (via Nuvoleonline) e qui (via Ernest,) trovate dei post con tutti i link e la spiegazione dell'accaduto. ho trovato l'articolo del giornale una manipolazione fastidiosa, e in più molto irritante la superficialità dimostrata dal sito di fumetti in questione.
bel fumetto, leggetevelo.

maggio 13, 2009

Un film nostalgico.


Mi è stato fatto notare che sembra una locandina di un film nostalgico.
definizione che mi ha fatto sorridere.
il titolo quasi sicuro del film è: "...e poi non succede niente"
il cast è parzialmente confermato, anche buona parte dello script e
non è ancora prevista una data d'uscita. insomma: alto mare.
speriamo in prossimi aggiornamenti.

maggio 06, 2009

Oggi in edicola.


in terza di copertina roberto e lorenzo ne dicono di veramente lusinghiere, ma davvero.
è venuto come speravo, parlo di stampa e di pagine al vivo, andare a comprarmi in edicola è stato strano.

maggio 05, 2009

Romanzo a fumetti virgolettato





Narrare con le immagini - La nuova frontiera italiana del “romanzo a fumetti”

Sabato 9 maggio 2009 alle ore 17.00
Presso la Chiesa del Carmine,
Via Libertà a Medicina (BO)

Inaugurazione della mostra “Narrare con le immagini”, La nuova frontiera italiana del “romanzo a fumetti” con gli autori di Black Velvet Editrice: Alessandro Baronciani, Claudio Calia, Alberto Corradi, Otto Gabos, Luca Genovese, Ottavio Gibertini, Paolo Parisi, Massimo Semerano, Luana Vergari

Tavole originali, proiezioni e performance di disegno dal vivo.
Avrò finalmente l'occasione di esporre le tavole di Ferragosto nella sua versione beta:
per chi non lo sa quella storia era in origine di 44 pagine, la storia è la stessa ma era raccontata in modo leggermente diverso. quando l'editore mi fece notare che alcuni passaggi non funzionavano bene, ma a livello di testo, erano un po' verbosetti e magari andava sistemato qualcosina, io "buttai via" 34 pagine e ne tenni solo 10, disegnandone di pacca nuove 50 quelle che sono poi state pubblicate. mi sono sentito dare del pazzo.
solo che non mi funzionava molto l'aggiustare il testo e basta, perchè così facendo cambiava anche la situazione, la faccia del personaggio che parlava, la narrazione il ritmo... insomma, trovare la battuta giusta per far quadrare tutto il resto della tavola cambiando solo un po' il testo mi faceva più fatica che disegnare tutto da capo.
riesco ad esporne una decina, qui ve ne metto un paio:






La mostra resterà aperta dal 9 maggio al 7 giugno

Orari: giovedì e sabato ore 10.00-12.00
Domenica ore 10.00-12.30, 15.00-18.30

maggio 02, 2009

Risalito


eccomi tornato da Napoli.
sceso venerdì per il Comicon, che quest'anno ho vissuto molto più da turista visto che la nostra cara etichetta non è più presente alle fiere, se non ospite da gentili amici quali Cani e ErnestVirgola nell'area indipendente.
un bagno di folla quest'anno, addirittura il sabato pomeriggio mentre una moltitudine di persone non poteva entrare al castello ormai costipato all'inverosimile e imprecava contro i cancelli chiusi, io sono rimasto intrappolato sul terrazzo che non mi facevano scendere per motivi di sicurezza. così ne ho aprofittato per prendere un po' di sole.
Belle mostre, una montagna di materiale di Liberatore, Ortolani e Carnevale (di cui segretamente speravo di vedere l'originale della copertina del prossimo JD, quello disegnato da me), gustose nuove uscite tra cui l'attesissimo libro di Davide Reviati per coconino, che ho letto subito subito, il sorprendente libro di Bastien Vivès uscito per Black Velvet, e "Quasi Quasi mi Sbattezzo" di Lise e Talami, veramente un gioiellino, tante facce e chiacchiere con tutti quelli che riesco a vedere solo in queste occasioni. belli tutti, sapete chi siete.

In quei giorni mi ha ospitato l'amico Maconi e ne ho aprofittato per prolungare la mia permanenza a Napoli di qualche giorno, così da frequentare un po' di più amici come Scoppetta e Rak, e conoscere l'allegra banda di fumettari, illustratori e musicisti che li circondano, Cecilia, Barbara e Marco, Dario (qui un assaggino grazie dell'EP, bello me lo sto ascoltando!) Libera (che si ricordava di me ma pensava fossi Vanzella! ;-) ) ed assistere ad un suo bellissimo concerto domenica sera, Bastien, Renato, stare un pomeriggio con Anna e farmi portare un po' in giro per la città e che qui descrive benissimo quello che abbiamo visto, scoprire la mozzarella di battipaglia e il neomelodico (che sono ancora senza parole).

ah, e comprare una valanga di fumetti nuovi,
che ho letto tutti nel luuungo viaggio di ritorno.

bel soggiorno, da fare più spesso.

aprile 15, 2009

Disegno a memoria




Lunedì abbiamo fatto un giro ad ArteSella -- sono rimasto colpito da alcune opere e dopo qualche schizzo veloce a mano sto provando a ridisegnarle a memoria.
questa è "come un alveare, come un uovo?" di tale Steven Siegel. legno e quotidiani ammassati.
a moltissime abbiamo ridato i nomi, questa era solo "un uovo".

ho così disegnato sul primo foglio del quadernone moleskine che mi regalarono penso ormai due anni fa...

aprile 02, 2009

Masterfade nel Mucchio

Comunicazione di servizio:
nel numero di Aprile del Mucchio ci trovate la storia Aleagio!Masterfade, un pochino schiacciata per farla stare nella gabbia, anche se ero convinto di aver lavorato con le misure che mi avevano dato... vabbè - è comunque assolutamente leggibile, volendo anche da qui.
e appena prima della nostra storiella c'è un lungo servizio e intervista su Coltrane dell'amico Parisi.

in questi giorni, dopo aver ultimato il John Doe che esce il mese prossimo, sto completando dei disegnetti che finiranno sul sito di un network americano, associati ad una serie che si chiama In Plain Sight... ho visto solo il primo episodio della prima serie, una noia mortale.
ma ero in pieno periodo "serie americane", ne guardavo una montagna di tutti i tipi, ora sono guarito.
questo network mi commissionò dei disegni per dei giochi, c'erano da fare delle scene dove erano nascosti vari oggetti, tutti collegati con la serie: cellulari, distintivi, pistole, stivali da cowboy, occhiali da sole...
anche quest'anno me ne hanno chiesti degli altri, ma senza il vincolo degli oggetti prestabiliti, che è molto meglio. l'unica cosa che mi hanno chiesto è "metticene tanti!".
qui trovate quelli dell'anno scorso alcuni sono proprio brutti e pure facili, e comunque li avrei preferiti in bianco e nero ma hanno voluto colorarli.
se servono suggerimenti per risolverli sono qui.

PS: riguardo al colore del testo, va meglio così Luigi?

marzo 28, 2009

"Mmh! Che Gambe!!"

mi capita di rado di ricordare i sogni.
spesso mi ritrovo ad invidiare amici o colleghi a cui succede regolarmente, e che riescono a trarre spunto dalle loro visioni oniriche notturne. a me è capitato pochissime volte, l'ultima volta stamattina.
come al solito mi è sembrato un attimo, mi sono svegliato alle prime luci dell'alba, mi sono guardato un po' in giro e assonnato mi sono girato dall'altra parte e mi sono riaddormentato.
e mi sono ritrovato nel laboratorio della bottega di mio padre, che ha una orologeria/oreficeria. c'eravamo io mio fratello e lui, cosa che non è capitata molto spesso pure questa. il tutto era molto più spazioso e ordinato di come è in realtà, mio padre sta scrivendo delle cose chinato sul tavolo circolare che occupa buona parte del laboratorio dalla parte alla parete con gli orologi a muro, quelli da riparare e quelli riparati. accanto a quel tavolo una cassettiera con attrezzi e pezzi di ricambio per sveglie e orologi, accanto alla cassettiera la porta scorrevole sempre aperta che dal laboratorio da alla zona negozio, quella aperta al pubblico. nel restante spazio del laboratorio ci sono un paio di tavoli attrezzati, mio fratello occupa uno di questi ed è intento a fare qualcosa, forse leggere la gazzetta dello sport, mentre io me ne sto a quello accanto, in piedi con un ginocchio appoggiato alla sedia e ho una macchina di un orologio a pendolo in mano, con le lancette puntate e sto sincronizzando i martelletti della suoneria. in quel momento suonano alla porta dei clienti che vediamo nel video citofono:
riconosco essere un mio vecchio compagno di classe, con la sua ragazza. una persona che non vedo e sento da molto tempo e che comunque so abitare dalle mie parti, sposato con questa ragazza con la quale si era messo ai tempi della scuola.
non faccio la minima mossa per andare a servirli, non ho nessuna voglia delle solite chiacchiere di circostanza e degli aggiornamenti di rito sulle rispettive vite, loro non sanno che sono lì e io non mi farò avanti. mio fratello invece da loro il tiro e va a sentire cosa vogliono.
rimango alle prese con gli ingranaggi dell'orologio, fino a che dopo un po' di minuti sono costretto a passare davanti alla porta suddetta per prendere una chiave o un ricambio che stanno nella cassettiera li accanto, e mi rendo conto di essermi fatto vedere.
non mi piace l'idea di farmi vedere e non uscire a salutare, mi sembra poco carino, e quindi esco, ingranaggio alla mano metto su una bella faccia e vado a salutare, preparato al solito scambio di battute formali, al breve aggiornamento sulle rispettive vite per poi potermene tornare nel retrobottega.
il negozio è molto grande e spaziosissimo, anche questo molto più di come è in realtà, e molto più vuoto. ci sono sette tavoli vetrina disposti a ferro di cavallo, la porta di ingresso, e la vetrina sono attraversate da in'abbagliante luce bianca, riflessa in modo netto dal pavimento di marmo verde. dominano i colori del verde e del rosa, alcuni toni di giallo ma nessuna traccia di color oro, tutto è stranamente caldo e pastoso, quasi umido, leggermente fastidioso, sembra di stare dentro ad una bocca.
mio fratello e i due ragazzi sono dalla stessa parte del tavolo, stanno osservando un piattino con degli anelli, sembrano fedi nuziali, sono chinati e discutono serenamente.
saluto il mio vecchio amico con un bel sorriso e con un Ehi! simpatico, lui alza lo sguardo, mi guarda ma non sembra per niente contento di vedermi, dalla bocca gli esce un Ah! come se non si aspettasse affatto la mia presenza. beh, cominciamo bene penso, ma mi avvicino comunque. il suo sguardo e quello della sua ragazza tornano agli anelli, e non mi viene rivolta nessun'altra attenzione.
mio fratello è accanto a loro ma nemmeno lui mi rivolge attenzione, io mi avvicino e cerco di attaccare un minimo di bottone, strano che fino a qualche istante prima non avevo nessuna voglia di parlarci, sarei potuto tornarmene indietro ma l'essere ignorato così mi infastidisce quindi cerco di trovare una battuta per uscire di scena in modo più dignitoso.
in quel momento sento un vagito, un parlottare di neonato e mi illumino, ecco! hanno avuto un bambino che bello, un ottimo argomento, due commenti e complimenti sul moccioso e mi posso togliere dall'imbarazzante situazione.
botto l'occhio dall'altra parte del tavolo, poggiata a terra c'è un ovetto, una culla portatile o un cesto non ricordo di preciso.
giro attorno al tavolo e mi dirigo sorridente facendo già dei commenti non ragionati e di circostanza all'attenzione dei miei conoscenti.
e arrivo di fronte alla creatura.
è avvolta da una copertina, che gli copre il braccio destro e le gambe e il corpo, mentre lascia uscire l'altro braccio, sinistro in tutti i sensi.
sembra attaccato al lato della pancia, si sviluppa da un avambraccio piccolo e pallido, un braccio deforme e muscoloso fino ad una mano grossa come quella di un adulto, ma più gonfia. in proporzione a quell'arto il resto del corpo che si riconosce sotto la copertina sembra microscopico, tranne la gigantesca testa gonfia grande più o meno come un pallone da basket, con capelli biondi molto separati l'uno dall'altro, compaiono dei rigonfiamenti di tanto in tanto sulla fronte spaziosa e sulla testa, come delle vene otturate, il visetto è piccolo in mezzo a tutto questo gonfiore, il bimbo ha gli occhi chiusi ma sono sicuro che siano azzurri, si dimena come se stesse facendo un sogno emozionante, e ad un tratto gli esce dalla bocca una frase che suona libidinosamente così:
-mmh! che gambe!!
sì, sta sognando. appena dice questa frase sbava leggermente, apre un pochino gli occhi che mi danno la conferma del colore, ha degli spasmi come se avesse un orgasmo, poi si calma.
il mio vecchio amico e la sua ragazza sorridono teneri, un po' imbarazzati e con l'espressione di chi dice "ah, che incorreggibile monello!"
fa caldo in quel negozio, io guardo per un attimo i miei vecchi amici e torno a guardare immobile e con la bocca aperta quella cosa che sta continuando il suo sogno e ogni tanto ha dei tremiti e degli scatti. io resto con il mio orologio in mano, e con una luce fortissima che entra dalla vetrina alle mie spalle.
mi sono svegliato subito dopo, aprendo lentamente gli occhi. mi sono chiesto perchè sognare una cosa così raccapricciante e ricordarsela perfettamente.
poi mi sono chiesto se avesse qualche significato particolare che svelasse particolari meccaniche della mia mente, e mi sono chiesto cosa centrasse la pesantissima quattro formaggi della sera prima.
non mi sono dato nessuna risposta e mi sono girato dall'altra parte, dicendomi solo che se me lo sarei ricordato alla sveglia successiva, l'avrei scritto.

marzo 12, 2009

il piatto o l'ingrediente

Ieri sera l'incontro sul divano di Modo Infoshop è andato bene, è stato per pochi intimi per poi aumentare di pubblico verso le battute finali, ma pur sempre rimanendo una chiacchierata piuttosto informale e non microfonata. e quei divani sono proprio comodi.
le domande le avevamo accordate in un precendente incontro, ma io ovviamente me le ero dimenticate tutte, sopratutto le risposte. Omar ogni tanto interveniva. Luana moderava l'incontro tra me e Otto, che ha una bella parlantina (molti più libri all'attivo del sottoscritto) e fa discorsi sensati (molto più del sottoscritto), sembrava avere le idee molto più chiare... sicuramente una memoria migliore (del sottoscritto).
Devo dire che non mi aspettavo che mi facesse quest'effetto parlare di come scrivo e disegno i miei fumetti, all'inizio credo sia venuta fuori una immagine di uno che si diverte principalmente e ci cazzeggia molto, sia a disegnare che a raccontare, senza una ricerca particolare. poi credo di aver anche reso l'idea di che razza di pipponi mi faccio sulle storie che raccontano qualcosa di mio.
abbiamo parlato del modo in cui si ripara ai fatti successi o che ci si libera delle emozioni accumulate nella storia che si va a raccontare - dell'importanza del segno e della coerenza o incoerenza di questo in luce all'emozione che si vuole trasmettere - delle parole rispetto al testo e di quanto più l'una o l'altra aiutino ad esprimere quello che si vuole raccontare - della narrazione dei fatti (Faction) rispetto a quella della storia (Fiction) e di come autori come io e Otto che raccontiamo i fatti nostri riescano ad infilarcisi - del come ci si maschera o ci si mette a nudo nei personaggi quanto negli eventi raccontati.
insomma, mi è servito.
Perchè ho detto un sacco di cose che non vedo l'ora di smentire.
Nel senso che quelle ci sono nelle mie storie che ho fatto finora, ma che sento il bisogno di cambiale e la storia che sto scrivendo era partita proprio con quegli intenti. poi si è incartata. è stata accantonata, ma in questi giorni di fiera e di incontri mi è venuta una voglia prepotente di riprenderla in mano. le idee cominciano a farsi più chiare. chissà cosa viene fuori.
Semerano all'uscita mi ha detto come non abbia mai sentito questa esigenza di raccontare se stesso in una storia, che magari il suo vissuto è un ingredientino non fondamentale nel racconto.
Per me è invece è il piatto principale.

L'ho detto e non l'ho fatto

L'ho detto e  non l'ho fatto. Ora vado a letto e dimentico tutto.