giugno 25, 2010

Lunatico.


certe volte me lo sono sentito dire che sono lunatico.
cambi di umore troppo repentini, che spesso mi mettono in situazioni imbarazzanti e stupide, e dalle quali uscirne non è sempre così facile.
è una forza difficile da controllare, sposta mari d'umore, li alza e li abbassa. e quelli che ci navigano spesso sono soggetti a nausee, e preferiscono rimanere a terra. è dura convincerli a tornare a bordo, e continuare il viaggio.

giugno 03, 2010

un pezzo della mia vita

ho trovato questo quadro. non è che l'ho trovato, è appeso nella mia stanza e ce l'ho appeso io in effetti, ed è qui da anni. dal 2004 almeno. e non era nato per essere appeso al muro. mi trovo bene ad usare dei pannelli di dimensioni maneggevoli, su cui poggiarmi per disegnare, posato al tavolo. mi piace poterlo muovere, alzare, inclinare. a volte ci attacco della carta, molte volte no, dipende dalla superficie. questo quadro è nato per essere un mio antitavolo, ma poi è finito per gironzolare per la stanza, forse perchè ne ho trovato uno di più piccolino e pratico. ricordo che con l'ultimo assetto della stanza è stato appeso al primo chiodo per non avercelo tra i piedi.
io non appendo cose al muro, non è una cosa che mi piace, ma capita di tanto in tanto...quel chiodo era lì, non ricordo che ci era stato appeso prima, ma quando l'ho visto non c'era niente, e il mio antitavolo era ricavato da una cornice, quindi pronto ad essere appeso, è stato un gesto non ragionato, infatti l'ho messo storto e non mi sono nemmeno mai sognato di raddrizzarlo, dimenticandomene.

e lì è rimasto,
sempre storto
davanti a me
finchè me ne sonaccorto.

una cornice di legno con un pannello di compensato, attaccato c'è un foglio di cartone altrettanto grande, e dentro, sopra, attaccato, segnato, c'è un pezzo della mia vita.
2004, col massimo della precisione. ci son disegni, conti, numeri di telefono che mi suonano ancora familiari, alcuni credo di averli composti di recente, magari proprio oggi, ma è solo perchè li associo a persone. penso sia per il suono delle cifre in fila, la melodia del numero detto, che suona come il loro nome, o la loro impressione emotiva su di me.
i conti sono di Selfcomics. venduti, divisioni. c'è una proposta di un lavoro, ricordo che c'entrava l'aceto balsamico, c'entrava Michele, c'è tutto scritto, poi non si è più fatto.
la data confermata soprattutto dai disegni, The Awakening e Ely.
di Ely solo un layout di gabbia, una doppia pagina. me lo ricordo benissimo quando l'ho fatto. è la gabbia della passeggiata al parco di lei e il vecchio che scelgono dove piantare la pianta...
di awakening ci sono matite di una faccia che prova ad essere Scott Bakula, e un'altra che prova ad essere Steve Jobs. venute male, nel fumetto anche peggio.
poi c'è un Bender, di futurama. fatto male e a matita pure quello.
c'è l'indirizzo di K. incompleto. credo fosse appena andata a vivere da sola.
ci sono due disegni, un cappotto strano, e sotto la manica destra un cane che sembra la mia. sono disegnati da qualcuno, non ricordo chi, non associo il tratto. non è esperto mi pare. ma non sono io.
poi c'è un disegno fatto da me, pennarello nero, di una specie di strumento sadomaso: una cintura all'altezza dell'ombelico della pancia di un uomo, una fibia proprio sopra questo e una cinghia partire dalla fibia a strozzare il glande. sembra esserci anche una cintura che stringe le palle, ma potrebbero essere peli pubici disegnati male. non l'ho mai realizzato ne ho mai indossato nessuna cosa simile.
c'è un disegno che ricordo bene, e che non ricordavo fosse qui pensavo di averlo perso. un disegnetto simpatico, di un tipo alla macchina da scrivere che pensa pensa ed è stanco di pensare e sullo sfondo un ambiente allucinogeno.
nel quadro tutti questi segni e appunti sono mischiati a tagli di cutter, sgommate, nastri adesivi strappati, sporcizia, linee inconcludenti di matita e china e pennarelli assortiti. mantiene perfettamente intatta anche la sua esperienza di antitavolo.

questo quadro mi ha ricordato di qualcosa del 2004, o delle persone senza età, ma in quel momento com'erano in quegli anni:
K, una ragazza innamoratissima che mi faceva sentire invulnerabile, e si fanno un monte di cazzate in quei casi e anche se si hanno occhiali verdi che ti fanno sembrare Robin.
Awakening mi pareva che la mia vita professionale stesse prendendo una piega grandiosa, e in realta pensavo immeritata. poi è andato tutto a quel paese, che immagino sia in america. peccato per l'edizione italiana di BD dell'epoca.
Ely invece è stato l'ultimo progetto con indypress, dove ricordo che disegnai in tavole gigantesche per i miei standard, tipo degli A3, e non l'ho mai più fatto, non mi ci trovo. ma mi divertii moltissimo con questa storia, andare a Roma a fotografare, discutere al telefono le scene, cambiare le soluzioni di sceneggiatura meritandomi insulti. che mi ha fatto conoscere Luana, e che è ancora una delle mie più care amiche. maledetti olandesi Luana.

mi sono ricordato anche di me, un po'.
avevo degli occhiali verdi.